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mercoledì 18 settembre 2019

La Banda Sacco di Camilleri

Sappiamo tutto di Pat Garret & Billy the Kid, dell'epopea del west, sia nella versione eroico celebrativa della retorica nazionalista USA sia in quella più realistica e crudele del genocidio efferato che lì si svolse da parte dei bianchi buoni sui selvaggi musi rossi.
Ma del nostro '800, del nostro Risorgimento,  del nostro Brigantaggio, della nostra Porta Pia, della nostra Resistenza sappiamo molto poco se non proprio nulla.
Forse qualcuno ancora non vuole che se ne parli, i programmi di storia dei licei non si spingono sino al ventennio e anche i libri di testo sono paludati e "prudenti". 
Di conseguenza i registi e gli scrittori ... diciamo che si astengono da questi temi. 
La filmografia italiana, a differenza di quella USA, non ha mai realizzato kolossal sulla storia italiana degli ultimi due secoli, e nemmeno sui secoli precedenti, a ben pensarci, fatta eccezione per i peplum, il sottogenere cinematografico di film in costume spacciati per film "storici" sulla gloriose gesta della antica Roma e dei suoi eroi. 
Poi: millenni di silenzio: nulla sul Rinascimento, nulla sulla Controriforma che lo stroncò, annegando nel sangue di filosofi, artisti, scienziati la trainante forza culturale che il nostro paese esercitava in Europa; pochi film sul Risorgimento, pochi romanzi popolari, pochissimi sul fascismo, quasi nulla sulla Resistenza.
Camilleri fa eccezione. 
Controcorrente racconta una storia e con essa un'epoca e un'Italia, quella parte sporca del Paese di cui non si parla volentieri.
Un libro da leggere, una vicenda da analizzare con attenzione perché simile ad altre, anche a quella del brigante materano Chitaridd, il piccolo Chita, ribelle, violento, catturato a sua volta con un inganno e ucciso subito, al quale fu comodo attribuire tanti delitti che altri avevano commesso.
Il libro merita attenta lettura e meditazione.
Grazie Camilleri.

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